Mi soffermo sul senso di sostrato comune preculturale e preistorico: esiste secondo Jung una materia psichica comune alla specie Homo sapiens che dà forma ai processi di pensiero sottesi all' inconscio collettivo ed agli archetipi culturali.
Questo modello mi ricorda la teoria del linguaggio di Chomsky per cui la
mente umana dotata di un LAD un dispositivo che regola e consente =
fin
dalla nascita l' acquisizione de linguaggio e della lingua madre.
Come gli uccelli si sono evoluti per volare cosè gli uomini per
parlare , questa in estrema sintesi la tesi di Chomsky.
Ma allora perchè l' estrema varietà delle lingue?
Perchè lingue muoiono
ed altre sembrano fiorire nel corso di secoli? E dove sono finite le lingue morte?
Mi chiedo il sostrato comune preistorico e preculturale di cui
parla Jung lungi dall'essere innato è forse frutto di un'elaborazione culturale? e' questo sapere riferibile al sistema di conoscenze elaborato dai gruppi umani durante il Neolitico, vale a dire circa 7000 anni fa? Che a pensarci non è poi così un gran lasso di tempo.
30 mar 2009
Filosofia ed educazione
Come ha suggerito Maura Striano una definizione “allargata” di filosofia era ben presente in Dewey ( vedi Democracy and Education citato )
“La filosofia è il pensiero consapevole di se stesso, il pensiero che ha generalizzato il suo posto, il suo valore, la sua funzione nell’esperienza” (386)
L’analisi di questa affermazione mi porta a considerare la filosofia in Dewey come il prodotto che si genera dall’azione del pensiero che consapevolmente sùi serve degli strumenti che gli sono propri per generare conoscenza.
Da ciò deduco che
1 per pensare sono necessari degli strumenti , come all’architetto per progettare sono necessari squadra, compasso e matita (…presumo)
2- perché ci sia pensiero sono necessari dei contenuti .
Quali sono i contenuti su cui si esercita la funzione specifica del pensiero propria della filosofia?
Vi sono dei campi dell’esperienza umana a cui si applica il pensiero e altri a cui il pensiero è inutile?
Parrebbe di no , quindi la filosofia trova la sua ragione all’interno dell’esperienza di ciascuno individuo, la filosofia diviene quindi il prodotto de pensiero che a partire da questioni presenti nella realtà esperenziale analizza, indaga, sintetizza, distingue o generalizza per comprendere da un lato i passaggi che definiscono l’agire, dall’altra i processi che consentono al pensiero stesso di produrre la riflessione sull’agire.
Da queste premesse mi pare abbastanza facile passare a considerare che se la filosofia riveste un ruolo e un significato nella scuola, questo ruolo e questo significato sono strettamente legati al bisogno di potenziare, attivare e stimolare nei bambini e nei ragazzi le abilità e le competenze legata all’ “azione del pensare” e ciò indipendentemente dall’età e dall’ordine di scuola.
“La filosofia è il pensiero consapevole di se stesso, il pensiero che ha generalizzato il suo posto, il suo valore, la sua funzione nell’esperienza” (386)
L’analisi di questa affermazione mi porta a considerare la filosofia in Dewey come il prodotto che si genera dall’azione del pensiero che consapevolmente sùi serve degli strumenti che gli sono propri per generare conoscenza.
Da ciò deduco che
1 per pensare sono necessari degli strumenti , come all’architetto per progettare sono necessari squadra, compasso e matita (…presumo)
2- perché ci sia pensiero sono necessari dei contenuti .
Quali sono i contenuti su cui si esercita la funzione specifica del pensiero propria della filosofia?
Vi sono dei campi dell’esperienza umana a cui si applica il pensiero e altri a cui il pensiero è inutile?
Parrebbe di no , quindi la filosofia trova la sua ragione all’interno dell’esperienza di ciascuno individuo, la filosofia diviene quindi il prodotto de pensiero che a partire da questioni presenti nella realtà esperenziale analizza, indaga, sintetizza, distingue o generalizza per comprendere da un lato i passaggi che definiscono l’agire, dall’altra i processi che consentono al pensiero stesso di produrre la riflessione sull’agire.
Da queste premesse mi pare abbastanza facile passare a considerare che se la filosofia riveste un ruolo e un significato nella scuola, questo ruolo e questo significato sono strettamente legati al bisogno di potenziare, attivare e stimolare nei bambini e nei ragazzi le abilità e le competenze legata all’ “azione del pensare” e ciò indipendentemente dall’età e dall’ordine di scuola.
4 gen 2009
A piccoli passi
Penso che l’apprendimento della lettura e scrittura sia profondamente intrecciato con l’uso funzionale della lingua: imparo a leggere e a scrivere perché mi serve per...
comunicare
raccontare
conoscere
capire
spiegare
Molto del mio lavoro è centrato sul predisporre con i bambini delle attività che rendano il leggere e lo scrivere strumenti importanti.
Con ciò non trascuro l'attività legata all'apprendimenrto delle abilità strumentali attraverso il metodo sillabico oggi definito S.L.B.
COSTRUZIONE DI LIBRI
Costruiremo con i bambini libri di forme e dimensioni diverse
PER narrare storie con le immagini riflettendo su sequenzialità e
contemporaneità,
PER scrivere spontaneamente da soli o a coppie,
PER acquistare facendo la struttura dell’oggeto libro,
PER inventare forme, impaginazioni e assemblamenti “inediti”.
I libri verranno messi nella biblioteca della classe e prima ancora presentati al gruppo classe.
Durante l’anno prevediamo di realizzare anche dei “libroni”, che raccolgano le esperienze significative della vita della classe.
MESSAGGI
Abbiamo in classe una cassetta per la posta in modo che ciascun bambino e le insegnanti possano mandare e ricevere messaggi.
Un incaricato ( il postino ) apre la cassetta due volte alla settimana e distribuisce la posta .
LEGGERELa biblioteca rappresenta per i bambini un posto magico dove “si può stare in pace” a leggere e a sfogliare i libri che sono disposti in scaffali aperti e alla loro portata.
Il bambino per diventare lettore vero deve essere messo nelle motivanti condizioni di farlo, quindi :
· leggere per lui e con lui,
· creare situazioni piacevoli,
· arricchire la biblioteca con libri che “ti catturano”,
· leggere con voce, con il corpo, con i gesti.
Per creare sempre di più un rapporto tra i bambini e il libro, avvieremo anche attività di prestito dei libri sia dalla biblioteca grande che da quella di classe.
Chissà se al rientro a scuola potremo finalmente usare l'aula computer fin'ora chisa per lavoroi...incrociamo le dita!!!
comunicare
raccontare
conoscere
capire
spiegare
Molto del mio lavoro è centrato sul predisporre con i bambini delle attività che rendano il leggere e lo scrivere strumenti importanti.
Con ciò non trascuro l'attività legata all'apprendimenrto delle abilità strumentali attraverso il metodo sillabico oggi definito S.L.B.
COSTRUZIONE DI LIBRI
Costruiremo con i bambini libri di forme e dimensioni diverse
PER narrare storie con le immagini riflettendo su sequenzialità e
contemporaneità,
PER scrivere spontaneamente da soli o a coppie,
PER acquistare facendo la struttura dell’oggeto libro,
PER inventare forme, impaginazioni e assemblamenti “inediti”.
I libri verranno messi nella biblioteca della classe e prima ancora presentati al gruppo classe.
Durante l’anno prevediamo di realizzare anche dei “libroni”, che raccolgano le esperienze significative della vita della classe.
MESSAGGI
Abbiamo in classe una cassetta per la posta in modo che ciascun bambino e le insegnanti possano mandare e ricevere messaggi.
Un incaricato ( il postino ) apre la cassetta due volte alla settimana e distribuisce la posta .
LEGGERELa biblioteca rappresenta per i bambini un posto magico dove “si può stare in pace” a leggere e a sfogliare i libri che sono disposti in scaffali aperti e alla loro portata.
Il bambino per diventare lettore vero deve essere messo nelle motivanti condizioni di farlo, quindi :
· leggere per lui e con lui,
· creare situazioni piacevoli,
· arricchire la biblioteca con libri che “ti catturano”,
· leggere con voce, con il corpo, con i gesti.
Per creare sempre di più un rapporto tra i bambini e il libro, avvieremo anche attività di prestito dei libri sia dalla biblioteca grande che da quella di classe.
Chissà se al rientro a scuola potremo finalmente usare l'aula computer fin'ora chisa per lavoroi...incrociamo le dita!!!
3 gen 2009
UNA NOIA FIN TROPPO VEROSIMILE
Cerco con diligenza e con il desiderio di "documentazione" di arrivare alla fine del racconto ma non trovo il libro per niente divertente.Mi consola leggere in anobii tanti commenti poco convinti e trovare un giudizio medio bassino.Confesso di non aver letto i commenti in copertina, di solito non lo faccio , e di non aver visto il film. Mi sorprende quindi sentir definire questo libro umoristico. Lo stile minimal rende con incredibile realismo il punto di vista di ciascuna parte e racconta il disagio che la scuola sta vivendo dentro la crisi globale che stiamo attraversando. Non c'è racconto, (avolte mi chiedo se non sto leggendo sempre la stessa pagina), le descrizioni sono fuggevoli, flash incredibili, deddagli fuori contesto e per questo incredibilmente carichi di valore simbolico.Il messaggio che arriva da "Dentro i muri" dice che la crisi che tanto ci spaventa prima di essere economica è una crisi culturale e la scuola per prima ha reagito portando alla luce l’impossibilità di un dialogo tra generazioni e l'assenza di una lingua capace di aprire un contatto.Realistica è l'immagine della scuola che ne esce, ahimè questa scuola fa apparire mitica e romantica e anche quella raccontata da Starnone/ Lucchetti.Invito a leggere con attenzione a pag. 43 le 22 domande da "quali sono i valori della scuola pubblica .." a " Come formare, reclutare, gli insegnanti e valutare al meglio la loro carriera" sono le domande cruciali a cui politica e società civile devono dare risposta a livello sovrannazionale, almeno entro il quadro dell'Unione Europea.
30 nov 2008
QUALE SAPERE?
L’ UNITARIETA’ DEL SAPERE
L’unitarietà delle discipline riveste in classe prima un importanza cruciale se si vuole favorire nei bambini lo sviluppo di un’autonoma capacità di vivere e rapportarsi nella realtà quotidiana, nel tempo, nello spazio, nei rapporti con gli altri, adulti e compagni.
Il lavoro è svolto sia attraverso attività specifiche, sia in modo trasversale all’ interno delle diverse attività, per portare i bambini e le bambine alla consapevolezza di essere storicamente, geograficamente, culturalmente inseriti in un ambiente.
Attraverso conversazioni, esperienze comuni, proposte strutturate, giochi l’insegnante crea una base esperenziale che verrà successivamente codificata cominciando ad utilizzare un lessico appropriato ed ad operare con concetti-base dello spazio e del tempo per cominciare a costruire le prime “mappe” di orientamento..
L’unitarietà delle discipline riveste in classe prima un importanza cruciale se si vuole favorire nei bambini lo sviluppo di un’autonoma capacità di vivere e rapportarsi nella realtà quotidiana, nel tempo, nello spazio, nei rapporti con gli altri, adulti e compagni.
Il lavoro è svolto sia attraverso attività specifiche, sia in modo trasversale all’ interno delle diverse attività, per portare i bambini e le bambine alla consapevolezza di essere storicamente, geograficamente, culturalmente inseriti in un ambiente.
Attraverso conversazioni, esperienze comuni, proposte strutturate, giochi l’insegnante crea una base esperenziale che verrà successivamente codificata cominciando ad utilizzare un lessico appropriato ed ad operare con concetti-base dello spazio e del tempo per cominciare a costruire le prime “mappe” di orientamento..
LO SPAZIO VISSUTO
OTTOBRE
In palestra propongo ai bambini giochi per muoversi e riconoscere lo spazio: giochi con linee aperte ,linee chiuse;/ regione interna , regione interna, confine In classe fissiamo sul quaderno e con alcune schede, concetti appresi.
In palestra e in cortile lavoriamo con destra e sinistra, avanti e dietro
IL GIOCO DEL SUPERMERCATO Offere lo spunto per
osservazione di negozi e supermercati per estrapolarne le caratteristiche principali /rappresentazione grafica degli elementi osservati
uso di simboli per rappresentare gli oggetti in pianta/esecuzione di percorsi nello spazio e nel quaderno
realizzazione del supermercato PAM nell'aula/ suddivisione dei ruoli
rappresentare graficamente in pianta spazi vissuti e percorsi, anche utilizzando una simbologia non convenzionale
riconoscere la funzione e denominazione delle diverse attivitàcommerciali/conoscere i ruoli all'interno di un negozio
NOVEMBRE :
Scuola sicura: esplorazione dell’ambiente , le frecce come direzione. I bambini mostrano interesse per la mappa, la fotocopiamo e coloriamo la nostra classe, la palestra , le mense, le vie di fuga.
Pensiamo ed eseguiamo percorsi.
In classe fissiamo sul quaderno i concetti appresi.
lavoriamo con i bambini per giungere ad una prima rappresentazione grafica dello spazio conosciuto.
In palestra propongo ai bambini giochi per muoversi e riconoscere lo spazio: giochi con linee aperte ,linee chiuse;/ regione interna , regione interna, confine In classe fissiamo sul quaderno e con alcune schede, concetti appresi.
In palestra e in cortile lavoriamo con destra e sinistra, avanti e dietro
IL GIOCO DEL SUPERMERCATO Offere lo spunto per
osservazione di negozi e supermercati per estrapolarne le caratteristiche principali /rappresentazione grafica degli elementi osservati
uso di simboli per rappresentare gli oggetti in pianta/esecuzione di percorsi nello spazio e nel quaderno
realizzazione del supermercato PAM nell'aula/ suddivisione dei ruoli
rappresentare graficamente in pianta spazi vissuti e percorsi, anche utilizzando una simbologia non convenzionale
riconoscere la funzione e denominazione delle diverse attivitàcommerciali/conoscere i ruoli all'interno di un negozio
NOVEMBRE :
Scuola sicura: esplorazione dell’ambiente , le frecce come direzione. I bambini mostrano interesse per la mappa, la fotocopiamo e coloriamo la nostra classe, la palestra , le mense, le vie di fuga.
Pensiamo ed eseguiamo percorsi.
In classe fissiamo sul quaderno i concetti appresi.
lavoriamo con i bambini per giungere ad una prima rappresentazione grafica dello spazio conosciuto.
RELAZIONE E CONFLITTI
La vita del gruppo classe, i rapporti tra i bambini e tra i bambini e gli adulti è il contenuto principale di queste attività
GRUPPO SI DIVENTA imparando ad ascoltare, apprezzando la diversità di ognuno, condividendo le fatiche e le conquiste del cammino di ciascuno nell’apprendimento, senza aver paura di mettere in comune anche difficoltà e conflitti, inevitabili nella vita sociale, ma anche gestibili attraverso il dialogo sincero, senza giudizi precostituiti.
I momenti dedicati alle discussioni sono particolarmente significative per i bambini: in questi momenti essi sono seduti in un cerchio che definisce, disegna, uno spazio “dove ciascuno è in rapporto con gli altri in una relazione reciproca e reversibile” e che ospita le esperienze, i racconti, le produzioni e le parole che interessano l’intero gruppo. La parola è posta nel mezzo, chi la pronuncia (adulto o bambino) la fa scendere nel mezzo perché sia condivisa da tutti e divenga patrimonio di ognuno.
Ma di che cosa parliamo con i bambini:
GRUPPO SI DIVENTA imparando ad ascoltare, apprezzando la diversità di ognuno, condividendo le fatiche e le conquiste del cammino di ciascuno nell’apprendimento, senza aver paura di mettere in comune anche difficoltà e conflitti, inevitabili nella vita sociale, ma anche gestibili attraverso il dialogo sincero, senza giudizi precostituiti.
I momenti dedicati alle discussioni sono particolarmente significative per i bambini: in questi momenti essi sono seduti in un cerchio che definisce, disegna, uno spazio “dove ciascuno è in rapporto con gli altri in una relazione reciproca e reversibile” e che ospita le esperienze, i racconti, le produzioni e le parole che interessano l’intero gruppo. La parola è posta nel mezzo, chi la pronuncia (adulto o bambino) la fa scendere nel mezzo perché sia condivisa da tutti e divenga patrimonio di ognuno.
Ma di che cosa parliamo con i bambini:
· progettare un lavoro in piccolo gruppo rispettando le proposte di tutti,
· portare a termine responsabilmente incarichi e mansioni all’interno della classe
· organizzare momenti liberi
· rispettare gli spazi e riordinarli
· verbalizzare pensieri, sensazione sentimenti in modo comprensibile ascoltando anche il punto di vista degli altri sul proprio comportamento
· proporre semplici regole di comportamento funzionali alla vita scolastica
· rispettare le regole stabilite nel gruppo-classe e nella scuola,
· cominciare a prendere coscienza di valori etici universalmente condivisibili e delle diversità di credo e fede religiosa.
Obiettivi trasversali alla lingua italiana
· Ascoltare e comprendere messaggi nelle diverse situazioni comunicative.
· Intervenire opportunamente nelle situazioni comunicative.
· Esprimere il proprio punto di vista rispettando quello degli altri.
· Saper adeguare la propria comunicazione orale alle diverse situazioni.
· Porre domande per ottenere informazioni.
· Riferire proprie esperienze, fatti, racconti, contenuti di una ricerca in modi chiaro, seguendo un ordine logico adeguato.
· portare a termine responsabilmente incarichi e mansioni all’interno della classe
· organizzare momenti liberi
· rispettare gli spazi e riordinarli
· verbalizzare pensieri, sensazione sentimenti in modo comprensibile ascoltando anche il punto di vista degli altri sul proprio comportamento
· proporre semplici regole di comportamento funzionali alla vita scolastica
· rispettare le regole stabilite nel gruppo-classe e nella scuola,
· cominciare a prendere coscienza di valori etici universalmente condivisibili e delle diversità di credo e fede religiosa.
Obiettivi trasversali alla lingua italiana
· Ascoltare e comprendere messaggi nelle diverse situazioni comunicative.
· Intervenire opportunamente nelle situazioni comunicative.
· Esprimere il proprio punto di vista rispettando quello degli altri.
· Saper adeguare la propria comunicazione orale alle diverse situazioni.
· Porre domande per ottenere informazioni.
· Riferire proprie esperienze, fatti, racconti, contenuti di una ricerca in modi chiaro, seguendo un ordine logico adeguato.
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